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Atto n. 4-01146

Pubblicato il 23 gennaio 2007
Seduta n. 92

BONADONNA , TECCE , TURIGLIATTO , ZUCCHERINI , EMPRIN GILARDINI , VALPIANA - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

la Pfizer Italia S.r.l. è una società del gruppo Pfizer Inc., multinazionale farmaceutica americana, considerata leader mondiale nel proprio settore, che registra da oltre un decennio forti volumi di crescita, sia come fatturato sia come utili netti, tanto da procedere a nuove acquisizioni di società farmaceutiche in Italia e nel mondo (Parke-Davis, Warner Lambert, Pharmacia, eccetera);

nel corso delle ultime due settimane di dicembre 2006, a ridosso delle festività natalizie, la Pfizer Italia ha annunciato la decisione di cedere due linee «di vendita» (citazione testuale) che corrispondono a due linee di informazione scientifica del farmaco per un totale, mai smentito, di 440 dipendenti Informatori Scientifici del Farmaco (ISF), pari a circa un terzo del totale degli attuali informatori scientifici della Pfizer Italia, diffusi su tutto il territorio nazionale;

per motivare la cessione delle due linee di vendita si è fatto riferimento alla necessità per molte aziende farmaceutiche di «riorganizzarsi con l'obiettivo di ottenere un maggior grado di flessibilità per essere in grado di reagire rapidamente ai cambiamenti di settore» (comunicato del Country Manager Soren Celinder del 15 dicembre 2007);

successivamente, la Pfizer ha inviato ai dipendenti un documento, nel quale dichiarava di aver già individuato il «partner» a cui cedere il ramo d'azienda (la società Marvecs), di voler applicare la normativa per la cessione di ramo d'azienda (articolo 2112 del codice civile), di aver attivato la prevista procedura con le organizzazioni sindacali il 15 dicembre 2005, di voler perfezionare la cessione delle due linee di informazione scientifica il 1° febbraio 2007;

inoltre, nei primi giorni di dicembre 2006 la Pfizer ha illustrato ai propri dipendenti informatori scientifici, i risultati economici dell'ultimo trimestre del 2006. I risultati complessivi presentavano, rispetto all'anno precedente, una situazione di volumi di vendita in crescita (+ 3,8 per cento), assorbita da una proporzionale riduzione dei prezzi (con un effetto del - 3,7 per cento). La Pfizer aveva ottenuto, nel periodo considerato, risultati positivi nell'ambito delle vendite ospedaliere (+ 5 per cento rispetto all'anno precedente) e dai prodotti in promozione attiva, cioè promossi dagli Informatori Scientifici del Farmaco (ISF), che avevano condotto ad un risultato complessivo positivo dello 0,6 per cento: il contributo positivo degli ISF al risultato della Pfizer veniva quindi palesemente dichiarato dall'azienda stessa;

la multinazionale Pfizer ha, peraltro, registrato nel quarto trimestre 2006 un utile di 9,45 miliardi di dollari, grazie alle entrate derivanti dalla vendita a Johnson & Johnson della divisione consumer (agenzia "Ansa", 22 gennaio 2007);

come appare con ogni evidenza, non si tratta affatto di una situazione di crisi, ma piuttosto, secondo gli interroganti, di un mancato raggiungimento degli obiettivi di budget, che, per stessa ammissione dell'azienda, è determinata dalle «riduzioni del prezzo, che non erano state preventivate in budget»;

ciò nonostante, come si apprende dal sito de "Il Sole 24 Ore", Pfizer, la più grande casa farmaceutica del mondo, taglierà entro il 2008 ben 10.000 posti (il 10% della forza lavoro) ("Il Sole24ore.com", 22 gennaio 2007);

l'annunciata ed eventuale cessione del ramo d’azienda ha procurato il vivo allarme di tutti gli ISF interessati a tale procedura e di tutti i dipendenti della Pfizer Italia che, attualmente, sono circa 2.300, tra ISF e lavoratori degli stabilimenti di Latina, Ascoli Piceno, Pisticci e della sede di Roma; la cessione, infatti, non sarebbe la prima, ma già la terza nell'arco degli ultimi due anni, e le precedenti due, peraltro giustificate dall'azienda in termini di adapting to scale, (ovvero razionalizzazione ed eliminazione degli esuberi, nel momento in cui la Pfizer usciva da una serie di acquisizioni societarie), hanno già portato alla precarizzazione di circa 400 lavoratori, non sempre fatti uscire attraverso le normali procedure di cessione di ramo d'azienda, ma attraverso un mix di reiterati microinterventi e di ristrutturazioni striscianti;

la cessione delle due linee di vendita sembra avvenire senza alcuna reale garanzia rispetto al futuro occupazionale dei 440 ISF interessati, da ascrivere non a criticità di tipo economico-finanziario, quanto piuttosto alla volontà di flessibilizzare, e quindi precarizzare, una parte rilevante dei lavoratori di un'azienda tutt'altro che in crisi;

la società cessionaria Marvecs, peraltro, è prevalentemente una società di servizi, che riceve commesse da aziende farmaceutiche, poiché non ha un suo autonomo listino di prodotti in grado di garantire un'adeguata continuità lavorativa agli ISF Pfizer;

l’obiettivo di procedere ad una massiccia precarizzazione di figure professionali altamente qualificate si è già chiaramente manifestato con la cessione di rami d'azienda che la Pfizer ha operato a fine 2004, coinvolgendo circa 200 ISF, ed a fine 2005, con ulteriore cessione di circa 200 ISF, tutti ceduti alla società Marvecs; questi lavoratori sono stati, poi, in gran parte rimpiazzati dalla stessa Pfizer, nel febbraio 2006, mediante l'assunzione di ISF con contratti a tempo determinato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che, date le dichiarazioni della stessa Pfizer Italia sul buono stato di salute attuale e futuro della stessa azienda e non essendo pertanto in presenza di crisi economico produttive, si stia procedendo in modo surrettizio, attraverso una ristrutturazione aziendale, ad una esternalizzazione finalizzata al licenziamento dei dipendenti, con conseguente elusione per tale via delle norme che garantiscono la stabilità del posto di lavoro;

se al Governo risulti che siano state fornite garanzie di tutela della professionalità e dei livelli occupazionali ai lavoratori coinvolti in questo ennesimo provvedimento della multinazionale americana;

se il Governo, nel rispetto della libertà dell'iniziativa privata, ma anche nel rispetto dei propri poteri di indirizzo e conformemente al dettato costituzionale ed alle leggi, intenda assumere iniziative a tutela dei 440 lavoratori interessati dall'annunciata cessione del ramo d'azienda;

se non si ritenga necessario avviare un confronto immediato con Pfizer Italia, finalizzato a chiarire, nell'interesse dei lavoratori e dell'intero sistema dello sviluppo economico italiano, quali prospettive industriali e quale ruolo intenda svolgere la società Pfizer nel nostro Paese, di fronte al rischio reale di un pesante ridimensionamento che potrebbe interessare, in tempi brevi, i siti produttivi e le sedi.