I talenti non si attirano soltanto tramite l’immigrazione altamente qualificata, si “coltivano” anche in casa!
– In primo luogo favorendo la meritocrazia, troppo a lungo derisa in Italia da chi immeritevolmente ed indegnamente ha raggiunto posizioni di preminenza nel pubblico come nel privato. Posizioni non raggiunte per il merito ma per la fedeltà ad una corrente partitica. Tramite il ricorso ad intrighi. Al millantato credito. In alcuni casi alla violenza e alla sopraffazione.
– Favorendo, fin dai primi anni di scuola, l’emersione di persone con particolari doti intellettive e/o innati talenti artistici o atletici.
– Creando le condizioni perché anche gli immigrati, con basse qualifiche formali o privi del riconoscimento dei loro titoli di studio, siano messi in condizione di creare imprese in Italia. Imprese sempre più strutturate e qualificate e lontane dagli stereotipi delle imprese di immigrati per definizione marginali e non rispettose delle leggi.
– Valorizzando l’interazione con le seconde generazioni degli immigrati in Italia, ideale ponte tra due culture.
– Con un uso corretto dell’istruzione e della formazione professionale per gli stranieri, favorendo una immigrazione circolare che non privi di essenziali risorse le loro nazioni di origine.
– Prendendo nella dovuta considerazione le enormi potenzialità delle rete degli expats di origine italiana in giro per il mondo.
– Con una intelligente concessione della cittadinanza italiana per meriti speciali.
– La meritocrazia è per sua natura incompatibile con qualsiasi tipo di discriminazione , per etnia, genere, appartenenza religiosa, ecc.