Il Ciiaq si batte perché prevalga la meritocrazia, troppo a lungo derisa in Italia da chi immeritevolmente ed indegnamente ha raggiunto posizioni di preminenza nel pubblico come nel privato. Posizioni non raggiunte per il merito ma per la fedeltà ad una corrente partitica. Tramite il ricorso ad intrighi. Al millantato credito. In alcuni casi alla violenza e alla sopraffazione.